mercoledì 26 aprile 2017

25 Aprile 2017

Incontro Angelo e il suo "gruppo" mentre mi dirigo verso il corteo. Non sono sicuri del percorso, temono di arrivare tardi e doverlo rincorrere. Gli dico: "intanto andiamo, sono partiti da poco, male che va li vedremo passare da lontano e li seguiremo".
Pensando un attimo ai miei 36 anni e a quelle gambe lunghe che mi ritrovo, temevo di essere mandato a quel paese da Angelo in meno di un nanosecondo.

E invece: "Ma sì, andiamo!".

domenica 12 febbraio 2017

Solidarietà e o-ne-stà

Solidarietà e o-ne-stà


Tutta la mia solidarietà alle donne che subiscono attacchi sessisti e che si trovano ad affrontare ogni giorno maschilismo e machismo.



Ma ricordatevi che nel momento in cui accettate questi attacchi nei confronti di altre donne, quando non vi ribellate, quando state in silenzio, quando siete voi a fare questi attacchi, allora non siete altro che complici e carnefici.

Ricordatevi del vostro Grillo che dava della "vecchia puttana" alla Montalcini e chiedeva "cosa fareste in macchina con la Boldrini", alle testate online di Casaleggio...


che facevano girare foto di una nudista facendola passare, ancora, per la Boldrini.




E ricordatevi, sempre a proposito di quest'ultima, che è Presidente della Camera: "Giggino" Di Maio, se non ne apprezza il lavoro, può anche lasciare la carica di vicepresidente anziché esserne complice.

PS: la visione di una donna che pratica naturismo al pari di una prostituta o i commenti su quanto Diletta Leotta possa parlare di bullismo "vestita in quel modo" sono un buon indice non solo del livello del discorso pubblico, ma di quanto sia matura, moderna e pronta a cambiare la nostra società, in particolare quelle persone o-ne-ste.

martedì 14 giugno 2016

Anniversari, corse e traguardi

Comunque ieri [il 25 Maggio, questo post era stato scritto originalmente il 26 Maggio] festeggiavo 10 anni della mia laurea.

Cioè, non è che ho fatto una festa. E a dirla tutta non ho nemmeno ripensato, come capita spesso in certi anniversari, a quella giornata, alle sensazioni e agli eventi vissuti in quelle ore.
E nemmeno ai giorni e mesi precedenti e alla fatica che mi hanno portato a quel traguardo.
Ho solo pensato a dove ero e a dove sono.
Sarà che ho vissuto le ultime settimane ad un ritmo frenetico e che se devo pensare a qualcosa, in questo momento, o penso al futuro oppure penso ad altri eventi del passato, pure felici, che non siano questi "traguardi", come li chiamiamo spesso. Come se la vita fosse una semplice corsa, per quanto lunga, con degli obiettivi.
Però. Un pensiero nel retrocranio torna a farsi vivo, a pungere, e posso dire che ce l'avevo in quel giorno, in quei giorni, di 10 anni fa. Tornava spesso a farmi visita, nei momenti in cui pensavo a come avrei voluto il futuro o a cosa stavo vivendo in quel momento e, nell'uno o nell'altro caso, mi chiedevo come avrei ricordato quei giorni.
Quel pensiero, più o meno fa così.


PS: grazie Calvin&Hobbes, vi ho riscoperto recentemente, dopo qualche lettura casuale da bambino. All'epoca, intravedevo in quei disegni qualcosa di adulto, che forse solo Charles Schultz o le strisce di Doonesbury sanno trasmettermi, e allora mi apparivate un po' sospetti.

martedì 15 marzo 2016

Italia, land of guappo

Una candidata sindaco a Milano, la Bedori, "valutata" per essere brutta e obesa.



Un'altra a Roma, la Raggi, che gioca la carta "tailleur e sensualità".

Infine, una Meloni a cui si consiglia di rimanere a casa perché non si può fare contemporaneamente la mamma ed il sindaco. Una Meloni, ricordiamocelo, "sana portatrice" dei valori del Family Day a cui ha partecipato..."quei" valori, non altri! Gli stessi valori per cui certi attacchi alle sue colleghe erano vagamente sessisti.


Uno spot per il referendum che dice "Trivella tua sorella" con tanto di immagine esplicativa.


E forse questo è il momento in cui si è parlato di più di questo referendum. Una strategia? Magari come quella usata dalla Bacchiddu per la Lista Tsipras?


Perché meravigliarsi? Dietro certe donne ci sono certi "grandi uomini".

Berlusconi e Bertolaso giocano in casa, col loro essere mascoli, e consigliano ad una donna di rimanere a casa ad allattare.
M5S non pervenuto, perché si sa che sui temi che dividono è meglio non parlare...ma non ci scordiamo il "vecchia puttana" di Grillo alla Montalcini o i post/sondaggi sulla Boldrini.



Renzi (non dimentichiamo lo "stile Ladylike" osannato dalla Moretti!) e Salvini non possono far altro che correre in soccorso della Meloni e compattare (raccattare) voti e benpensanti.

giovedì 21 gennaio 2016

Sarri-Mancini, il peggio doveva ancora venire

Leggendo della "lite" Sarri-Mancini, il mio primo pensiero è stato che tanto per strada quanto sui social network, invece di condannare quelle parole, si sarebbero formate delle fazioni sulla base della simpatia provata per l'uno o per l'altro, o semplicemente per la squadra che si tifa/si schifa.

È andata peggio. Molto peggio.

Passati i "flame" di chi vuole ridimensionare l'accaduto perché "sono cose che accadono durante una partita" e di chi ha letto nelle polemiche un attacco alla città di Napoli, adesso siamo passati alla lettura in chiave antropologica-politica: il borghese radical-chic Mancini [1] contro il compagno omo-della-strada Sarri [2].

...sono un ragazzo fortunato / perché m'hanno regalato un sogno...

Non parlo semplicemente di omofobia - che c'è, esiste, si acuisce man mano che si intravede la possibilità di certe aperture e riforme anche nel nostro paese - ma, più semplicemente, di una lettura che nasconde una visione gretta e meschina della vita e delle questioni di genere.
Come scrive Alessandro Bezzi in questo articolo di zonacesarini.net
"Questo è il punto di partenza di ogni analisi: nessuna giustificazione all’omofobia. 
Il rischio è proprio questo: che il vero problema non si affronti mai, e che l’Italia continui ad essere segretamente zotica come Sarri, ma pubblicamente furbetta come Mancini. 
Gli allenatori che insegnano ai nostri ragazzi hanno una responsabilità enorme: sono gli educatori dei cittadini di domani."
È la stessa cosa che accade in un film di Zalone, con la canzoncina sui "gay malati che non avranno gli assorbenti ma hanno le ali": Zalone esaspera un comportamento idiota e denigrabile, di un personaggio piccolo piccolo di cui si può ridere, nonostante sia circondato da personaggi peggiori e maggiormente denigrabili [3].

E c'è chi invece rivede i propri pensieri e comportamenti e ci legge una giustificazione o una "normalità".

1: sia chiaro, Mancini non mi è stato mai simpatico. È semplicemente una questione di gusti personali, magari condivisa con tantissimi, pure tifosi dell'Inter. E non è certo un esempio di purezza e coerenza.
2: ricordiamo questo precedente di Sarri sullo stesso tema e la sua amnesia post partita.
3: sia chiaro, Zalone non è questo grande esempio di personaggio che supporta certe cause politiche né quel "politico" di cui tanti parlano oggi, ma siamo pure sempre in un paese che ha bisogno di eroi.

sabato 25 luglio 2015

Divorzio all'italiana sulla Cristoforo Colombo

Mentre torno a casa, noto ad una fermata dell'autobus una coppia, lui in piedi davanti a lei, seduta.
Si prendono a schiaffi.
Fermo l'automobile su un lato della strada, stessa cosa una signora in Jeep ed un ragazzo in motorino che mi precedono. Mentre corriamo verso di loro, vedo che il ragazzo già ha in mano il casco a mo' di martello e gli dico di stare calmo e pensare a dividere i due.
Arrivati, i due sono già seduti e quando gli diciamo "Fermi, cosa state facendo?", risponde lui: "Niente, è mia moglie". "Sì", risponde lei, "sono la moglie, non c'è nessun problema".
"Ma vi stavate picchiando", faccio io. E lei: "E tu chi sei? Sono affari nostri".
Non faccio in tempo a finire di dire "No, non sono affari vostri" che lui scatta "Ma cosa vuoi, è mia moglie, mica la tua".

È difficile mantenere la calma.

D'improvviso arriva un altro motociclista (l'altro è sparito, boh) "come ti permetti di menare ad una donna, ora ti faccio vedere io" e anche lui agita il casco verso la testa del tipo.
"Stai calmo", gli dico.
"Ma io a uno che picchia le donne vedi che gli faccio...".
Già capito il tipo...

La donna che era intervenuta insieme a noi continua a dire al signore "lei le stava dando degli schiaffi" e a questo punto lui si incazza e grida "ma posso fare come mi pare? A voi qualcuno viene a rompere?".
Di nuovo il motociclista alza il casco per darglielo addosso:"ma ora ti faccio vedere io, st'islamico di merda"
Gli fermo il braccio e con l'altra mano sul petto lo allontano: "stai calmo, altrimenti dopo di loro denuncio pure te. E vedi di non offendere." "Ma tu che c'entri, io me la prendo con questi che vengono ad imporre la loro civiltà del cazzo".
"Mi offendi ché anche io sono islamico"
"Ah, mi dispiace"
"Come scusa?"
"No cioè, volevo dire, io volevo offendere lui".
"No, tu offendi e basta, non sei utile qui."
La signora che è intervenuta con noi è un po' "indecisa", durante questo alterco nell'alterco guarda sorridente e con approvazione prima lui poi me.

La coppia è seduta, sembrano calmi, li lasciamo lì e ritorniamo alle nostre macchine, non senza essersi girati almeno tre volte per ricontrollare i due.
La signora dice: "Ecco, come possono migliorare le cose se è lei che lo protegge".
Il motociclista: "ma sono queste civiltà di merda..."
"E certo, tu che volevi dargli il casco addosso sei proprio un grande esempio della nostra civiltà".
"Ma perché se tu vedi un islamico che picchia una donna..."
Non lo faccio finire.
"No, se io vedo due che si menano cerco di intervenire, punto. E non pretendo di imporre nessuna civiltà, specie quella che hai dimostrato te."
Prosegue abbassando la testa, più sconsolato che convinto...poi, improvvisamente, la rialza sorridendo e guardando sia me che la signora: "aho, però semo forti, se semo fermati tutti insieme".
Anche la signora sorride: "meno male".
"Sì, meno male che si ferma più di qualcuno", faccio io. Tengo fra i denti la frase più adatta che sarebbe "Sì, siamo un squadra fortissimi".

Il motociclista riparte. Io rientro nella mia automobile, lasciata dal lato della fermata.
I conducenti delle auto sulla Colombo non hanno pietà, non fanno attraversare la signora che ha lasciato la macchina poco più avanti di me, dall'altra parte: allungo il braccio fuori per chiedere ai conducenti di farmi passare, si fermano, suono il clacson e alla signora faccio segno di attraversare, mentre continuo a tenere il braccio teso e lentamente vado avanti.
"Grazie", mi fa lei e mentre vado verso casa, penso a "casco pazzo", sì, il tizio in moto, e a quest'ultima prova pratica di superiorità morale della sua civiltà e di solidarietà verso le donne.

PS: io e la coppia frequentiamo moschee quanto Mick Jagger e Keith Richard non hanno frequentato la coca.
PS-2: nessun casco è stato maltrattato durante questa scena.

mercoledì 15 aprile 2015

Di pochezze e mezzi pensieri



Sinceramente: mi ha deluso.

Non mi aspettavo un "interventone", ma almeno le basi del mestiere...dire che hai votato Renzi perché vedevi un uomo forte e capace, che non voti quelli del M5S perché gridano e che Bergoglio è più di centro-sinistra degli altri, non è nemmeno un pensiero da "cittadino" o "uomo della strada" (come si è definito più volte durante il suo intervento).

È un mezzo-pensiero.


Basta questa pochezza per dar sponda alla Meloni che dice "gli immigrati stanno nelle periferie, mica nei quartieri snob dove state voi di sinistra"...che infatti lei abita a Tor Sapienza, no?

Gassman secondo me era partito bene, dicendo che essere di sinistra vuol dire stare dalla parte di chi è svantaggiato e che non accetta il discorso secondo cui destra e sinistra sono concetti superati.
Ma è stato come il lampo di un vecchio flash fotografico: dà il meglio di sé una volta, poi finisce lì.

Ecco, se qualcuno di sinistra - non i politici, ma sempre gli uomini della strada - non capisce cosa accade a sinistra e non sa cosa fare per cambiare la situazione, non deve buttarsi nel discorso del "non vedo differenze tra sinistra e destra", che è ormai diventato una narrazione mainstream.
Deve invece chiedersi: come si fa a riempire quella pochezza?

E nel farlo, deve arrendersi ad una dura realtà: questa pochezza ha una doppia faccia, perché non solo è vuoto di idee ma anche e soprattutto mancanza di risposte.